1 - Mkalala
Nino Vessella - 20-10-2002


Mkalala - un villaggio al quale per molto tempo non era stata data la possibilità di partecipare alla lotta per lo Sviluppo - non era noto. Forse pensi che non era sulla carta geografica del Commissario Distrettuale per lo Sviluppo - carta appesa alla parete del suo ufficio e riempita dalla sapiente distribuzione delle puntine rosse e nere per intimorire i politici. Non è così semplice. Gli abitanti di questo villaggio tre anni prima avevano partecipato alle elezioni ed avevano scelto un uomo che sosteneva che Parlamento e riso erano due parole con lo stesso significato: che in Parlamento si discute il prezzo del riso e che se lo avessero scelto come loro parlamentare si sarebbe battuto per l'aumento del prezzo del riso. Costui conosceva il villaggio, un villaggio senza persone istruite, un villaggio che viveva con la coltivazione del riso, - un villaggio di poveri che fino ad allora, per mancanza di un mercato nelle vicinanze vendevano il loro riso a privati al prezzo stabilito da costoro.
Questi erano gli abitanti di Mkalala, - persone che non avevano mai visto il loro parlamentare o il loro Commissario per lo Sviluppo.

Si diceva che gli abitanti di questo villaggio avessero i vermi alle gambe. I forestieri mormoravano che erano proprio i loro vermi ad intimorire gli esperti. Ma la cosa evidente era la loro ubriachezza quotidiana. E se arrivi al villaggio, se tu non sei un tanzano e non sai quello che è avvenuto ad Arusha, sarai felice di vedere come questa gente beve e canta.

Essi stessi ti diranno, "Se vuoi goderti questo villaggio aspetta il tramonto", e veramente la sera da ogni parte si sentono rumori e grida di ogni tipo. Se chiedi "Cos'è?", ti risponderanno con una sola parola "Ubriachi".
Essi personalmente riconoscono quasi tutte le voci dei loro compaesani e dal suono della voce possono sapere perfino quanto hanno bevuto. E che tu abbia la fortuna di incontrarne uno! Allora sì che riderai, per come barcolla e sputa in continuazione. Prega di non sentire le sue parole. Le parolacce non sono parolacce, e gli insulti non sono insulti! Insulta gli alberi che lo colpiscono e l'erba che lo intrappola e fanno cadere il suo debole corpo. E se vede un cane vorrà afferrarlo ed estrargli i denti con le dita.
Ma se tu sei un tanzano cosciente di ciò che è accaduto lì e a quale scopo, non mancherai di addolorarti. Vedrai come queste persone sono testimoni del sistema sociale - sistema le cui classi superiori ora si sono dipinte con il carbone e indossano vestiti neri per assumere un nuovo aspetto con cui camminare giorno e notte. Non mancherai di vedere che molte azioni di queste persone sono semplicemente il risultato del sistema sociale, e che invece di coltivare con impegno hanno cercato un modo di calmare le loro ansie. In molti sappiamo che il leone sconfitto mangia erba, ma non ci piace sapere cosa mangia l'uomo sconfitto.

Dunque è in questo villaggio che viveva Lugola.
Il villaggio di Mkalala.


[ continua


   © Nino Vessella , 1996-.
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